top of page

San Francesco: dal 2026 il 4 ottobre torna festvità nazionale

Claudio Piaggesi
1 set
Tempo di lettura: 3 min

Aggiornamento: 30 set



A seguito della già approvata la legge (8/10/2025, n.151) è stata prevista l'introduzione della festvità (4 ottobre) di San Francesco a partire dal corrente anno 2026. Non si tratta di una novità assoluta: per molti anni questa data è stata segnata “in rosso” nei calendari degli italiani. Diventa quindi interessante soffermarsi non solo sul suo ripristino, ma anche sulle ragioni che in passato avevano determinato la sua soppressione.


La festività del 4 ottobre, dedicata a San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, è stata originariamente introdotta come solennità civile con la legge n. 260 del 27 maggio 1949, che riconosceva il valore civile e retributivo delle principali ricorrenze religiose e civili del Paese.

Con la successiva legge n. 54 del 5 marzo 1977, il legislatore, nell’ottica di razionalizzare il calendario delle festività e ridurre l’impatto negativo sul sistema produttivo, dispose la soppressione di alcune ricorrenze festive, tra cui appunto quella del 4 ottobre, unitamente al 19 marzo (San Giuseppe), al 29 giugno (SS. Pietro e Paolo, rimasto festivo solo a Roma come festività del Santo Patrono), all’Ascensione e al Corpus Domini.


La ratio dell’intervento era eminentemente economica: la crisi energetica e produttiva, spinse allora il legislatore a ridurre le giornate di inattività del sistema produttivo, senza tuttavia privare la collettività del valore religioso e culturale delle ricorrenze, che continuarono ad essere celebrate senza effetti civili.

A questa soppressione era seguita l’introduzione delle ex-festività gestite dalla contrattazione collettiva come permessi per i lavoratori.


Dopo oltre quarant’anni di sospensione, il Parlamento ha approvato in via definitiva una proposta di legge che ripristina la festività civile del 4 ottobre. Il nuovo intervento normativo modifica l’elenco delle festività contenuto nell’art. 1 della legge n. 260/1949, inserendovi nuovamente il giorno dedicato a San Francesco. La norma precisa che la festività decorre dal 1° gennaio dell’anno successivo alla sua entrata in vigore, con conseguente piena applicazione delle disposizioni in materia di trattamento economico e normativo dei lavoratori nel corrente 2026.


La scelta legislativa è di carattere simbolico, ma ha anche grandi impatti a livello produttivo e di costo. Nel 2026 il 4 ottobre cade di domenica; pertanto, l’effettiva riduzione dell’attività lavorativa legata alla nuova festività si verificherà a partire dal 2027.

Se, come detto, la norma del ’77 aveva valutato la mancanza di produttività, con questa reintroduzione si verifica un ritorno al passato che comporterà valutazioni connesse ai costi aziendali ed anche ai comportamenti ed alla contrattazione. La scelta comporta infatti la riduzione delle giornate lavorative e l’incremento dei costi con la necessità di valutazione dei budget di spesa.


Regime applicativo per i lavoratori


Con la reintroduzione del 4 ottobre, si applicano le regole generali previste dalla legge n. 260/1949 e quindi “qualora le festività coincidano con la domenica o con la giornata di riposo settimanale, deve essere corrisposta al lavoratore una ulteriore retribuzione”. Alcuni CCNL prevedono anche la possibilità di attrribuire un riposo compensativo in sostituzione della sola indennità economica.

Nei casi in cui il lavoratore sia tenuto a prestare attività lavorativa nella giornata festiva, trova applicazione l’art. 9 della legge n. 260/1949. In tal caso, al dipendente spetta, oltre alla normale retribuzione per la giornata ed alla festività non goduta, una maggiorazione percentuale calcolata sulla retribuzione ordinaria, la cui entità varia a seconda del settore e del contratto collettivo applicato.


Ricadute per le imprese e analisi dei costi


Dal punto di vista datoriale, la reintroduzione della festività del 4 ottobre ha effetti diretti sia sul piano organizzativo sia su quello economico. In primis, ci si trova di fronte ad una riduzione dei giorni lavorativi annui; infatti, l’inserimento di una ulteriore giornata festiva determina una diminuzione delle giornate effettivamente lavorabili, incidendo sulla produttività annuale e sul costo orario.


Se quindi la reintroduzione della festività del 4 oiiobre restituisce rilevanza civile a una ricorrenza dedicata al patrono d’Italia dal punto di vista giuridico-lavoristico, l’inserimento nel calendario delle festività comporta l’applicazione delle regole generali già previste per le altre giornate festive, con benefici per i lavoratori in termini di retribuzione e di riposi compensativi.

 

Art 617 Settembre 2026 dott. Claudio Piaggesi

 
 
bottom of page